Con Villa Vittoria Cefalù, anche in vacanza, vi sentite a casa vostra, in ambienti moderni e super confortevoli.

Tre diverse strutture ricettive, con parcheggi e ogni possibile comfort, destinate a singoli viaggiatori, famiglie e gruppi che cercano alloggi e servizi turistici di qualità a Cefalù e dintorni.

Fanno capo ad un'unica gestione, per un turismo eco-sostenibile e responsabile.

 

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 Via del Giubileo Magno, 10 - Cefalù

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Se siete pronti ad esplorare uno dei più antichi e caratteristici borghi delle Madonie ancora poco conosciuto da un turismo mordi e fuggi, non potete che scegliere questo itinerario, alla scoperta della storia e delle leggende di Gratteri.

Il ritrovo è previsto al Belvedere Ganci Battaglia, dove vi accoglierà uno dei nostri narratori che vi accompagnerà durante tutto questo affascinante percorso. Tuttavia, prima di dare inizio al nostro tour, una foto al Belvedere è di rito, per immortalare un panorama mozzafiato sulla costa tirrenica, dove, durante le giornate più limpide, si riescono a intravedere anche le isole Eolie. Non per caso Gratteri è stata soprannominata la “terrazza sul Tirreno”. Inizieremo con una bella passeggiata, dal ponte dell’Ecce Homo fino a Portella Carruba, così chiamata per la presenza di un albero di carrubo, già citata nelle fonti del 1500. Da lì, si può ammirare uno scenario bucolico, simile ad un presepe con rigogliosi pascoli innanzi la suggestiva chiesetta del Convento del secolo XII. In lontananza, vi si prospetterà l’intera valle fino al monte San Calogero, che domina sul golfo di Termini Imerese. Di seguito, ci sposteremo a visitare il museo storico ambientalistico del Comune, recentemente restaurato, collocato su un’altura da dove si scorge quello che rimane del quartiere più antico, chiamato in origine della Terra Vecchia e oggi Conigliera, con le sue mura a precipizio sopra la “Bocca dell’Inferno”.

Passeggiando tra le stradine del paese, attraverseremo tutto il corso principale, fino ad arrivare alla fontana della Ninfa, posta in una villetta innanzi alla Chiesa Madre. Vi racconteremo la storia di quella conchiglia di pietra, simile a quella della vicina Grotta Grattàra, che potrebbe essere considerata il Genius Loci dell’antico villaggio “dei crateri”. La prima chiesa da visitare è quella parrocchiale di San Michele Arcangelo che custodisce delle miracolose reliquie di Gerusalemme e delle pregevoli opere d’arte di epoche differenti. Dopo un piccolo ristoro per farvi gustare i prodotti tipici delle botteghe locali, vi accompagneremo alla chiesetta di San Giacomo, Protettore di Gratteri, che custodisce il bellissimo simulacro dell’Apostolo, venerato con tanta devozione dai Gratteresi. Nei pressi dell’omonimo quartiere troverete anche la casa del poeta e una tipica architettura in pietra per la raccolta delle acque piovane, “u cabbubbu”. Da vicolo San Giacomo quindi, ci sposteremo nel quartiere di Via Fiume, dove vi indicheremo i tre ponti medievale e una cisterna sotterranea, il pozzo di Fantina, ricoperti nel secondo dopoguerra per rendere il percorso carrabile. Sotto la via Fiume, infatti, scorre ancora oggi un torrente sotterraneo, il Crati, che, scendendo da Pizzo di Pilo, attraversa l’abitato dividendolo in due, la parte più antica dalla nuova. Da Piazzetta Ponte Silvio imboccheremo Salita Orologio che, fino all’anno 1900, portava il nome di Via dei Saraceni.

In questo quartiere è possibile notare una casa circolare di un corpo, ristrutturata recentemente, che ancora conserva un portale con arco a tutto sesto, tipico delle primordiali dimore arabe. Questa è l’ultima abitazione con architettura originaria, che oggi può essere chiamata la “casa dei Mille Anni”. Dalle notizie riportate dagli storici arabi Bauijan e Inb-Hawqal – poi ampliate dall’Amari – risulterebbe infatti che Gratteri, insieme a Cefalù, Brucato e Marineo furono espugnate dai Saraceni verso l‘835-838. Essi riuscirono a penetrare nel castello di Qratiris che essi chiamavano di Hottirisch, attraverso un’antica porta di accesso alla roccaforte, ancora oggi popolarmente denominata Dammuso, di certo uno dei punti più suggestivi della medievale Gratteri. Dal quartiere dei Saraceni ci sposteremo al quartiere della Bucciria vecchia, della Petra, della Santa - recentemente ricostruiti grazie a degli studi in corso - per poi arrivare alla Torre dell’Orologio, che, con i suoi 100 rintocchi, è uno dei simboli più significativi per gli abitanti del luogo. Poco dinnanzi, ci affacceremo sopra l’argine roccioso del torrente per farvi ascoltare la storia leggendaria di Macigna. A questo punto, passando dagli antichi quartieri della Porta Grande, Terra Vecchia e Nostra Donna, ci ritroveremo innanzi la Vecchia Matrice, costruita verso la prima metà del sec. XIV accanto all’antico castello dei principi Ventimiglia. Nell’altare maggiore oggi troneggia la Madonna col bambino, opera di scuola gaginiana e proveniente dalla chiesetta normanna del Rosario.

Nell’antica abside retrostante, si trovano due interessanti monumenti funebri in marmi mischi all’interno dei quali riposano le spoglie di Maria Filangeri, moglie di Lorenzo Ventimiglia (†1650), e del nipote Gaetano, principe di Belmonte (†1744). Nella parete destra si scorge ancora quella che era un’apertura, che comunicava direttamente con le stanze dei Baroni, dentro la periferia del loro castello. Mi mostreremo poi, la via Arcarìa, un vicolo nascosto dietro un abbeveratoio di pietra, dove si trovavano le carceri ai piedi dell’antica fortezza note per l’oscura vicenda di don Antonio Ventimiglia che vi rinchiuse il vescovo di Cefalù, Niccolò De Burellis, ritrovato privo di vita in ginocchio e con gli occhi al cielo. Il nostro viaggio procederà verso il “passo della Scala” dove ha inizio la via dei Promestratensi che arriva fino alla normanna abbazia di San Giorgio. Da quel belvedere il paesaggio è da cartolina. Affacciati innanzi al dirupo del Carapé, conoscerete la storia dei talismani delle donne della Scala e quella delle Anime del Purgatorio, delle edicole votive collocate oggi all’interno della piccola chiesetta del Crocifisso. Da lì, imboccheremo una nuova strada scavata interamente nella roccia alla fine del Novecento, chiamata Parisèa, dal racconto del poeta dialettale Ciccu Di Maria, ispirato ad una storia vera. Dopo la visita delle chiese di San Sebastiano e di Sant’Andrea, concluderemo il nostro intenso itinerario innanzi il chiostro del Comune, un tempo appartenente al Convento di Santa Maria di Gesù, una delle più antiche chiese del paese, dove vi attenderà un più che meritato rinfresco. Preparatevi ad un’avventura da non perdere, alla scoperta di uno dei borghi più belli e misteriosi delle Madonie.

Per maggiori dettagli sull’escursione e sulla mappa dell’itinerario, visita il seguente link: eventi.visitgratteri.com

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